Cars – Motori ruggenti (Cars) è il settimo lungometraggio d’animazione della casa cinematografica Pixar Animation Studios, diretto daJohn Alan Lasseter e distribuito dalla Walt Disney Pictures.

La pellicola è dedicata “alla memoria” di Joe Ranft, co-regista della Pixar morto tragicamente in un incidente stradale nell’agosto del 2005. Il 22 giugno 2011 è uscito nelle sale il seguito dal titolo Cars 2.

TramaPersonaggi

 

 

Trama

Il film si apre in un autodromo dove appare Saetta McQueen, una giovane e ambiziosa auto da corsa (nel film è di sesso maschile) impegnata a correre nella “Piston Cup”, prestigioso campionato automobilistico degli Stati Uniti, dove il vincitore si aggiudicherà il trofeo Piston Cup e la sponsorizzazione “Dinoco”. I suoi rivali sono “The King”, pluricampione dalla grande esperienza e attuale ‘volto’ della Dinoco, e Chick Hicks, eterno secondo molto incline a scorrettezze anche gravi pur di vincere. Dopo un grave incidente causato da Chick a tutte le altre auto, i tre si battono negli ultimi giri; Saetta vuole “fare tutto lui” e decide di rientrare ai box solo per fare rifornimento, senza cambiare le gomme (avendo tra l’altro deciso di licenziare il terzo caposquadra in una stagione): questo gli concede un giro di vantaggio, ma nell’ultimo giro gli scoppiano le gomme posteriori; The King e Chick riescono a raggiungerlo ma tutti e tre passano il traguardo nello stesso momento, nonostante Saetta allunghi la lingua per superare il traguardo prima. La commissione decide di organizzare una gara di spareggio la settimana dopo in California e i tre si preparano per partire.
Saetta sale sul rimorchio del camion-trasportatore Mack, dopo aver debuttato ad un noioso spot pubblicitario per la ditta che lo sponsorizza attualmente (la “Rust-Eze”, una ditta che produce antiruggine speciale per paraurti). Percorrendo l’autostrada (nel film si fa riferimento alla Interstate 40, che si trova in Arizona) passano le ore e si avvicina la notte: Mack si sente stanco e vorrebbe riposarsi, ma Saetta lo implora a continuare il viaggio perché vuole arrivare per primo in California, ma entrambi si addormentano. Mack, assonnato, viene circondato da dei delinquenti-auto truccate che lo fanno addormentare del tutto con una ninna nanna e poi danno un colpo al rimorchio facendo cadere un modellino, che schiaccia il pulsante di apertura del portellone. Saetta viene sbalzato fuori dal suo motorhome e, nel tentativo di raggiungere l’autoarticolato, sbaglia un’uscita e va finire sulla famosa Route 66, si perde e approda a Radiator Springs, nella contea di Carburator, un tempo fiorente cittadina grazie al passaggio sulla famosa strada e ora cadente rudere “tagliato fuori” dalla nuova autostrada. Credendosi sull’autostrada infrange i limiti di velocità e confondendo gli scoppi del motore dell’auto della polizia che lo insegue con degli spari combina molti danni distruggendo anche l’asfalto della strada principale, finendo poi per essere arrestato.
Nel frattempo Mack è arrivato all’Autodromo Internazionale di Los Angeles dove sta per presentare Saetta ai giornalisti, ma quando si scopre che il suo rimorchio è vuoto succede il finimondo.

Il mattino dopo Saetta si sveglia prigioniero in un recinto e bloccato da una ganascia. Qui conosce Carl Attrezzi, soprannominato “Cricchetto”, un allegro carro attrezzi arrugginito in cerca di amicizie. Durante il processo nel tribunale conosce l’avvenente Porsche 911 Sally, l’avvocato della città, che convince il severo giudice (nonché medico-meccanico) Doc Hudson a fargli riparare la strada, costringendolo così a fermarsi nella piccola cittadina per quasi una settimana, mentre il giudice voleva mandarlo via. Lo collegheranno ad un’asfaltatrice potente ma pesantissima di nome “Bessie”, che per degli errori che fanno gonfiare bolle sui tubi finirà per imbrattare tutta la carrozzeria del povero Saetta.

Saetta conosce poi tutti i cittadini ma, appena sente alla radio che Chick è arrivato in California, si fa fretta a finire la strada così veloce tanto da rovinarla. Quando Doc vede la strada gli offre di liberarlo se vincerà una gara apparentemente semplice, che però Saetta perde curvando scorrettamente sullo sterrato, cadendo in un burrone e finendo su dei dolorosi cactus. McQueen torna a lavorare e finisce la strada. Il giorno dopo torna al luogo della gara e comincia a esercitarsi nella corsa a curve (anche se sbaglia sempre, cadendo e finendo sui cactus), sotto “l’occhio” dello sceriffo e di Doc che convince lo sceriffo ad andarsene per dare qualche consiglio a Saetta su come correre in curva (sterzare a destra per curvare a sinistra), ma lui cade di nuovo sui cactus. Tornato in città, Sally gli offre di andare a dormire da lei la notte, e Saetta accetta. La sera, dopo che si è divertito con Cricchetto a spaventare i trattori-mucca (ed è dovuto scappare alla reazione infuriata di Frank, una mietitrebbia-toro), Saetta torna in città e va a dormire da Sally. La mattina dopo Saetta scopre che in passato Doc ha vinto ben tre Piston Cup e che la sua vera identità è quella del famoso Hudson Hornet, ma quando va a dirlo agli altri non viene creduto. Sally (ormai fidanzata di Saetta e lui fidanzato di lei) lo invita a fare un giretto con lei e durante quella passeggiata Saetta scopre che Radiator Springs prima era una città affollata, famosissima e bellissima. Tornato in città vede Doc, che sa ancora correre magnificamente, ma lui non vuole parlare e solo dopo molte insistenze gli confessa di aver avuto un incidente e, siccome poi non lo voleva più nessuno, non ne volle più sapere di tornare a correre. Saetta capisce finalmente l’importanza dell’amicizia. La mattina tutti vedono la strada, finalmente ultimata, ma Saetta ancora non se n’è andato: ha deciso di farsi verniciare, di cambiare le gomme e di far ristrutturare la cittadina aggiustando i neon delle insegne notturne. La sera arriva improvvisamente un’enorme folla di auto con dei giornalisti che ritrovano Saetta, tra questi c’è anche Mack, che si carica Saetta e lo porta a Los Angeles per la gara. Saetta si prepara con poco entusiasmo e all’inizio pensa sempre ai suoi amici (soprattutto a Sally) e perde tanti giri. Quando però sente le voci di tutti i suoi amici di Radiator Springs, che hanno deciso di aiutarlo a vincere la gara facendogli da squadra, Saetta scatta come un razzo e riesce a raggiungere i suoi avversari. Ormai McQueen sta vincendo, ma all’ultimo giro il rivale Chick dà uno spintone a “The King” e gli fa subire un gravissimo incidente; Saetta vede sugli schermi l’auto sfasciata e ricordatosi dell’incidente di Hudson Hornet inchioda davanti al traguardo senza passarlo, rinunciando alla vittoria a favore di Chick: davanti alla completa incredulità del pubblico Saetta recupera “The King” e lo spinge oltre il traguardo permettendogli così di finire la sua ultima gara. Chick si merita la Piston Cup, ma lui, per causa di quell’incidente, non viene festeggiato, viene cacciato per sempre dai fotografi.

I membri della commissione della Dinoco offrono la possibilità a Saetta di diventarne il nuovo volto: anche se non aveva vinto la gara aveva dimostrato, oltre ad essere molto bravo, di avere un buon cuore; ma Saetta per ora rinuncia, chiedendo soltanto di far fare all’amico Cricchetto un giro sui loro elicotteri. Dopo ritorna a Radiator Springs per salutare di nuovo Sally e insieme vanno a fare un giretto per le montagne. Da quel momento in poi Radiator Springs ritorna ad essere molto visitata grazie anche a Saetta e la vita si rianima come negli anni passati. Infine Luigi e Guido incontrano il loro mito, Michael Schumacher (in questo caso una Ferrari F430), che voleva comprare delle gomme (sotto richiesta di Saetta) e i due amiconi al colmo della gioia svengono felicemente.

Personaggi 

Saetta McQueen 

  • 1a carrozzeria: rossa fiammante con diversi stickers di sponsors. Il più grande, della Rust-Eze che rappresenta un’antiruggine per paraurti, è posta sul cofano. Altri due stickers sono a forma di saetta e sono attaccati al posto dei fari. Brillano se colpiti dalla luce. Set di gomme “Tiers” da gara NASCAR con logo bianco.
  • 2a carrozzeria: rosso ciliegia con due ovali bianchi con saette gialle dipinte sulle fiancate; coperti tutti gli stickers. È il Saetta “Modello Radiator Springs”. Set di gomme bianchi anni ’50. Creata dalla intera cittá di Radiator Springs per dimostrare il loro rispetto per aver riparato la strada e le luci della cittá. Nella scena finale c’è una versione leggermente diversa: con gomme nere, il numero 95 e l’adesivo Rust-Eze sul cofano.
  • 3a carrozzeria: Celeste Dinoco (vista nel videogioco e nel film Cars – Motori Ruggenti) stickers Dinoco e vari sponsor, set di gomme Tires. Sognato nell’Hotel Cono Comodo di Sally per la sua promozione ad uno sponsor maggiore.
  • 4a carrozzeria: Oro, cerchioni dorati e gomme Tires Base con logo dello stesso colore della gomma. Sognata per la vincita della Piston Cup.
  • Occhi: celesti.

Saetta McQueen è una giovane automobile sportiva rossa, un astro nascente, con l’ambizione di competere un giorno alla prestigiosa corsa automobilistica Piston Cup 2. Il sogno di Saetta è infatti quello di ottenere tutti i lussi ed i benefici che la fama gli porterebbe, tra cui la sponsorizzazione “Dinoco”. Quando però un giorno, a causa di una serie di inconvenienti, si perde nella sperduta e sonnacchiosa cittadina di Radiator Springs, lungo la Route 66, le cose cambiano: incontra Sally (il suo primo amore), Cricchetto, il Dottor Hudson, Luigi, Guido, Ramon, Fillmore… Allora il giovane Saetta comincia a vedere le cose sotto una luce differente. Il suo nome deriva da quello di Glenn McQueen, un animatore della Pixar morto per un melanomanel 2002. Profilo, alettone posteriore, aperture sul tetto, taglio del cofano e molti altri particolari fanno dedurre che il design è quello più simile ad unaDodge Charger Stock Car, mentre il numero che sfoggia, il 95, è un riferimento all’anno in cui la Pixar ha realizzato il primo lungometraggio Toy Story. Una chiara fonte di ispirazione per i disegnatori è il film Grease dove compare un modello rosso fiammante “sognato” dalla gang di John Travolta che sta rimettendo insieme un vecchio catorcio che una volta rinnovato verrà chiamato “Greased Lightning”. È doppiato dall’attore Owen Wilson nella versione originale e da Massimiliano Manfredi in quella italiana.

Carl Attrezzi “Cricchetto” 

  • Carrozzeria: originariamente azzurro brillante, col tempo e l’usura la vernice ha lasciato il posto alla ruggine, tranne che sulle fiancate dove ancora si può scorgere il colore. Il fanale sinistro è rotto ed il cofano non sta più al suo posto. Possiede un cavo da traino che utilizza nei modi più disparati.
  • Occhi: verdi, tendenti al nocciola.

Carl Attrezzi, detto “Cricchetto”, è il generoso ed ottimista carro attrezzi di Radiator Springs, gestore dell’unica officina in città. Nonostante l’età (che gli ha procurato un bel po’ di ruggine sulla carrozzeria), Carl si vanta di avere il più veloce cavo rimorchio della contea. Come si vede da un flashback e dal suo cofano che ritrova verso la fine del film dopo averlo perso anni prima il suo colore originale era l’azzurro. Sarà uno dei primi personaggi a stringere amicizia con Saetta, e nel corso della storia gli si dimostrerà sempre fedele. Il suo motto è “fischia”.

Dottor Hudson 

  • Carrozzeria: blu scuro. Accanto alla ruota posteriore sinistra si può notare il logo della Hudson Hornet (un razzo bianco e rosso).
  • Occhi: azzurro ghiaccio.

Dottor Hudson, detto Doc (Come Doctor, oppure D.O.C (Doctor Of Cars)), è una Hudson Hornet del 1951, che ha una piccola clinica (un’autofficina) nella sperduta Radiator Springs, ed è un personaggio amato e rispettato in città.

Ha avuto un glorioso passato come automobile da corsa, ed è stato tre volte vincitore della Piston Cup. Ha abbandonato la carriera a causa di un terribile incidente, in seguito al quale perdette la sua reputazione di campione e fu da tutti rifiutato. Nonostante abbia del tutto abbandonato la vita delle corse, quando conosce Saetta decide di dedicargli tutte le proprie energie, diventando il suo allenatore e, successivamente, il suo caposquadra nella gara finale per la Piston Cup.

È ispirato ad un pilota realmente esistito, Herb Thomas, che, alla guida di una Fabulous Hudson Hornet, vinse due campionati negli anni ’50 e che poi si ritirò in seguito ad un grave incidente.

Il Dottor Hudson è stato doppiato, nella versione originale, da Paul Newman. A seguito della morte di Newman nel 2008, la Disney/Pixar decise di togliere il personaggio di “Doc” dal seguito Cars 2[senza fonte].

Sally Carrera

  • Carrozzeria: azzurro, tendente all’indaco.
  • Occhi: verde acqua.

Porsche 911 Carrera del 2002, Sally ha abbandonato lo stile di vita frenetico della California per trovare una propria pace a Radiator Springs. Di carattere solare ed intraprendente, Sally ha assunto il ruolo di avvocato della città, preoccupandosi di curarla e preservarla, allo scopo che essa possa essere nuovamente inserita sulle mappe. Diventerà un’ottima amica di Saetta McQueen, i due sono innamorati. Da un sondaggio della rivista Top Gear, Sally è risultata essere una delle 10 automobili più sexy del cinema.[1]

Ramone 

Chevrolet Impala Lowrider del 1959, Ramone è un artista della verniciatura, proprietario della Casa della body Art, negozio di vernici a Radiator Springs. Per anni non ha mai avuto nessun cliente e, probabilmente per non perdere l’abilità, ha passato il tempo a ridipingere continuamente se stesso. È il marito di Floe parla con accento spagnolo.

Flo 

Cadillac Eldorado del 1953, Flo è l’anziana e saggia proprietaria del distributore-ristorante V-8, l’unica stazione di servizio della zona. È la moglie di Ramon, la ragione per cui ha deciso di vivere a Radiator Springs. È arrivata lì durante una tourné di ballerine.

Sergente 

Willys Jeep del 1942, l’intera vita di Sergente della seconda guerra mondiale ruota intorno al suo passato da militare. Espone una bandiera a stelle e strisce, inizia ogni giornata con la sveglia militare ed oltretutto gestisce un negozio di residuati bellici. È continuamente in contrasto con il vicino Fillmore, che mette continuamente in dubbio la sua autorità.

Fillmore 

Volkswagen T2 del 1960 (nota in tutto il mondo come Bulli), Fillmore è un hippy convinto, vicino di casa con il militare Sergente, con il quale è continuamente in conflitto. Fabbrica in casa il suo “bio-carburante” alternativo, realizzato con componenti naturali. Il suo nome è un chiaro riferimento al Fillmore East, un locale che fu sede di vari concerti rock durante gli anni ’60 e ’70 (suonarono lì, ad esempio, gli Allman Brothers, i Grateful Dead e Jimi Hendrix). È un grande fan di Jimi Hendrix: infatti, durante l’alzabandiera mattiniero di Sergente con tanto di inno nazionale, risponde con la versione dell’inno suonata da Hendrix al Festival di Woodstock. Alle critiche di Sergente (“Spegni quella robaccia irrispettosa”), Fillmore risponde “Rispetta i classici, amico. È Hendrix”.

Luigi 

Fiat 500, dal pesantissimo accento italiano (emiliano nella versione italiana), Luigi è il proprietario della Casa della Tires (Casa delle gomme) che gestisce insieme a Guido. Amichevole e generoso, Luigi è grande appassionato di corse automobilistiche (anche se segue esclusivamente le Ferrari), nonché uno dei primi a credere nelle potenzialità di Saetta McQueen. La sua targa è 445-108, che corrispondono alla latitudine ed alla longitudine della posizione della fabbrica Ferrari a Modena. È un grande ammiratore delle Ferrari (un giorno ne ha vista una nel suo negozio ed è svenuto).

Guido

Guido è un carrello elevatore (molto simile ad una Iso Isetta del ’56), assistente e migliore amico di Luigi, con cui condivide la passione per le Ferrari e il sogno di prendere parte, un giorno, ad un vero pit stop durante una gara. Parla solo in italiano nella versione inglese di Cars, e in dialetto modenese nella versione italiana. Il nome deriva molto verosimilmente dal fatto che a doppiare il personaggio nella versione originale è Guido Quaroni, membro dello staff di modellatori e artisti della Pixar.

Sceriffo 

Mercury Police Car del 1949 è un’auto della polizia.

Red

Camion dei pompieri grande e grosso ma timidissimo. Ha la passione per i fiori, infatti lo si vede spesso mentre li innaffia.

Mack

Camion amico e assistente di Saetta, è un articolato Mack Super-Liner degli anni ’80.

Chick Hicks

Buick Regal (automobile degli anni ottanta) verde antagonista di Saetta McQueen che con il quale condivide il sogno di vincere la Piston Cup, anche se a differenza di McQueen, Chick è abitualmente scorretto e dispettoso, lui fa dispetti agli avversari pur di vincere le gare. È da sempre l’eterno secondo dietro Strip Weathers, ma vede uno spiraglio di cambiamento con Saetta McQueen. Durante la gara finale Chick da uno spintone a Strip facendogli fare un terribile incidente ed è per questo che alla fine viene maltrattato dagli ammiratori.

Strip “Maestà” Weathers 

Plymouth Superbird azzurra del 1970 (chiaramente ispirata alla Plymouth Superbird di Richard “The King” Petty, plurivincitore del campionato NASCAR), è l’indiscusso vincitore di innumerevoliPiston Cup, al punto di essere stato soprannominato “Maestà”. Ciò nonostante, Strip è riuscito a rimanere un’automobile semplice, conscio che per essere un campione bisogna credere anche nella lealtà e nello spirito di squadra. È l’idolo di Saetta.

Todd-il cargo del Pizza Planet 

Ovviamente è il camioncino del Pizza Planet dove Andy e la sua famiglia mangiano in Toy Story. John Lasseter attribuisce il nome di Todd al simpatico camioncino che funge da comparsa quando i cronisti Bob e Darrel vengono inquadrati per la prima volta nello spareggio in California, nella parte finale del film.

Stanley

Stanley Steamer del 1908 Come si può leggere sotto la statua a lui dedicata, nel centro della piccola città, Stanley è il fondatore di Radiator Spring, nel 1908.

DJ

Fa parte del gruppo di auto truccate che vanno a infastidire Mack. Il suo colore è il Blu Scuro con neon sottoscocca azzurri, altoparlanti e subwoofer al posto dei vetri posteriori e lettore CD nel lunotto posteriore (da qui il suo nome). Il suo design è ispirato alla Scion XB, è doppiato da Jarno Trulli e ha le marmitte con lanciafiamme blu.

Boost

È la seconda auto elaborata. Il suo colore è grigio metallizzato con neon rosa chiaro, 3 bombole cilindriche di NOS sul bagagliaio e marmitta con lanciafiamme fucsia. Il suo design è simile a quello della Mitsubishi Eclipse ed è doppiato da Giancarlo Fisichella.

Wingo

La terza auto elaborata è una Nissan Silvia di colore viola/verde con disegni tribali arancio, alettone altissimo e marmitte con lanciafiamme verdi. È doppiata dal plurivincitore della 24 Ore di Le Mans Emanuele Pirro.

Snot Rod

La quarta auto elaborata è una Dodge Challenger arancione con 4 scarichi per lato e un grosso motore (un Chevy Big Blocck 427) che esce fuori dal cofano (questi particolari sono tipici dei Dragster). Ha la particolarità di emettere fiamme altissime dagli scarichi ogni volta che starnutisce (e starnutisce molto spesso).

Tratto da Wikipedia

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